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Pesca

La diversificazione dei metodi di pesca

Da tempo attuiamo una politica di diversificazione dei metodi di pesca per bilanciare al meglio la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Valutiamo attentamente diversi fattori, come l'impatto ambientale generato dai carburanti consumati per ogni tonnellata pescata, o il rischio di pesca accidentale di altre specie marine, le condizioni di lavoro dei pescatori, la sicurezza igienico-sanitaria e la commercializzazione di un prodotto di alta qualità a un prezzo accessibile.

Pesca con reti a circuizione (Purse Seiner)

È un metodo di pesca praticato da grandi navi peschereccio, che spesso rimangono in mare aperto per diverse settimane. Quando i pescatori avvistano un banco di pesci, viene calata in mare una piccola imbarcazione cui è assicurata una rete in nylon. Quest’ultima viene poi gettata in acqua in modo da formare una sorta di sacco, detto appunto “seiner”, che raccoglie i pesci e permette di portarli a bordo, dove vengono congelati in celle frigorifere. La pesca con reti a circuizione può avvenire su FAD (Fishing Aggregating Device) o su banchi liberi (FAD Free).

pro

La cattura dei pesci viene praticata da un’unica imbarcazione, permettendo una maggiore tracciabilità e garantendo il rispetto delle norme igienico-sanitarie per il pescato, oltre a migliori condizioni di lavoro per i pescatori. Questo genere di pesca consente di avere una minore incidenza di consumo di carburante per tonnellata di pesce pescato, assicurando un ridotto impatto ambientale rispetto ad altri metodi di pesca.

cons

Benché l’incidenza della pesca accidentale sia inferiore rispetto ad altre filiere di pesca, essa rappresenta in media il 5% del totale del pescato, di cui circa l’80% riguarda specie non a rischio di estinzione (Fonte: ISSF).

La pesca con reti a circuizione può avvenire su FAD (Fishing Aggregating Device) o su banchi liberi (FAD Free).

L’uso dei FAD da un lato favorisce l’aggregazione dei tonni al di sotto di essi permettendo di incrementare la quantità di pesce pescata da un’imbarcazione a parità di tempo e con un minor consumo di carburante, dall’altro è causa di un maggior tasso di pesca accidentale di altre specie.

Il metodo alternativo su banchi liberi, invece, riduce drasticamente il rischio di pesca accidentale ma, al tempo stesso, porta a un maggiore consumo di carburante, dal momento che i capitani devono cercare a lungo i banchi di tonno.

Pesca a canna (Pole & Line)

È un metodo di pesca tradizionale, praticato a poca distanza dalle coste. Dall’imbarcazione vengono gettate in mare esche vive per attrarre i tonni; con l’ausilio di acqua spruzzata attraverso manicotti a pressione si creano dei vortici che attraggono i pesci. I pescatori calano quindi le lenze con ami e, grazie al movimento frenetico delle acque, i tonni abboccano e vengono issati a bordo, dove si procede rapidamente alla loro conservazione, mantenendoli sotto ghiaccio e successivamente congelandoli.

La pesca a canna può essere ulteriormente suddivisa in due principali tipologie: pesca su FAD e pesca su banchi liberi.

pro

Il rischio di pesca accidentale viene ridotto al minimo, dato che i pesci vengono catturati uno ad uno.

cons

L’utilizzo di esche vive, spesso sardine o altri piccoli pesci, genera un impatto sugli stock degli stessi, se non gestito correttamente. Date le ridotte quantità di pesce pescate, le imbarcazioni tendono a consumare un maggior quantitativo di carburante per tonnellata di pescato; infine, è un metodo naturalmente più faticoso per i pescatori.